L’ORA DELLA COESIONE: UNITI PER LA RIAPERTURA DEL TRIBUNALE

Stasi: «Un dibattito autentico che apre nuove possibilità»

«Un dibattito, vero, autentico e questo mi rende orgoglioso», con queste parole il sindaco Flavio Stasi ha chiuso l’incontro, Tribunale, l’ora della Coesione, tenutosi ieri a Palazzo San Bernardino. 

Camminare insieme, sulla stessa strada, oltre steccati politici e ideologie di partito, per ottenere un risultato unico, la riapertura del Tribunale ionico.  Questo l’input partito dal dibattito in una gremita sala, segno che il tema della chiusura del Tribunale è ancora forte, sentito, vissuto. Una ferita aperta e mai rimarginata come sostenuto da molti dei relatori presenti.

  I lavori, del dibattito, “Tribunale, l’ora della coesione”, sono stati aperti dalla presidente del consiglio, Marinella Grillo, in continuità con il percorso già intrapreso nell’Assise Civica, del 12 settembre 2020 quando si riuniva, in seduta aperta, il Consiglio Comunale di Corigliano-Rossano, con la partecipazione dei Sindaci e dei parlamentari del territorio, per discutere di un solo punto all’ordine del giorno: l’istituzione del Tribunale della Sibaritide. Da allora sono state molte le iniziative intraprese sul tema, mai trascurato, del presidio di Giustizia, come la istituzione di un apposito gruppo politico-amministrativo che si occupasse specificamente del tema. «Tempi certi e consapevolezza di muoversi insieme per un unico risultato», l’auspicio della presidente del Consiglio.

Di rilievo gli interventi dell’avvocato Maurizio Minnicelli e Nicola Candiano.

«Monito di speranza e operazione verità» ha affermato il deputato 5Stelle, Vittoria Baldino, che porta la platea con i piedi per terra sostenendo che non bisogna illudere il territorio, «il tribunale non sarà aperto né oggi, né domani» elencando una serie di ragioni di natura tecnica politica riguardanti periodo in cui erano maggioranza del Paese. «Noi nel governo precedente abbiamo fatto fatica ad aprire il fascicolo sul tribunale di Corigliano-Rossano perché il ministero della giustizia voleva andare nella direzione di un ennesima razionalizzazione della geografia giudiziaria».

 «Noi abbiamo l’obiettivo di riportare il nostro Tribunale» ha affermato il senatore Ernesto Rapani, firmatario con i colleghi Fausto Orsomarso, Sandro Sisler, Gianni Berrino e Guido Quintino Liris hanno presentato una mozione sulla soppressione dei tribunali “minori”.

«Con una nostra mozione abbiamo impegnato il Governo ad assumere ogni iniziativa utile a ripristinare l’ex tribunale di Corigliano Rossano e la Procura della Repubblica, oppure l’istituzione del tribunale della Sibaritide».  «A distanza di dieci anni possiamo tirare le somme su quel provvedimento. Nella Sibaritide la soppressione del tribunale di Rossano ha dilatato i tempi della giustizia, creato immani disagi agli utenti. Il riordino delle circoscrizioni con la chiusura dei tribunali cosiddetti “minori” sacrificati sull’altare del risparmio, ha sortito l’effetto contrario, quindi un aumento sproporzionato della spesa pubblica e del costo del servizio giustizia».

A intervenire anche la deputata 5Stelle, Elisa Scutellà che ha presentato nei giorni scorsi una interrogazione parlamentare sulla questione della chiusura dell’ex tribunale di Corigliano Rossano e su una ipotesi di riapertura. La rappresentante grillina ha ribadito l’importanza del ripristino di un nuovo presidio di giustizia in un territorio colpito dalla criminalità organizzata ed ha poi sottolineato le difficoltà e i disagi infrastrutturali nei collegamenti dallo Jonio al Pollino. «Unità, coesione, pragmaticità», le sue parole d’ordine.

«L’attenzione in parlamento è alta» ha affermato il deputato della Lega, Domenico Furgiuele, parlando anche lui di scelta scellerata rispetto alla ormai famigerata Legge Severino, «La vicenda del tribunale la conosco bene e so che ora noi abbiamo il diritto di essere a quei tavoli che decidono sugli spiragli che si stanno aprendo. Se sarà il caso batteremo i pugni per avere quello che meritiamo, mettendo insieme l’impegno di tutti quanti anche oltre il colore politico».

«Il tema dell’istituzione della città di Corigliano-Rossano pone una condizione ormai imprescindibile che nessun funzionario, nessun politico, nessun sottosegretario, nessun ministro, nessun presidente del consiglio serio può ignorare: l’assurdità di una città come la nostra senza un presidio di giustizia», ha concluso il sindaco Flavio Stasi.

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