APPROVATO BANDO DI GARA MESSA IN SICUREZZA IDROGEOLOGICA VERSANTI DI VALLONE SANT’ANTONIO

Stasi: «Si chiude una vicenda bloccata da 33 anni»

 
Una delle linee guida perseguite da questa amministrazione comunale sin dal suo insediamento è stata quelle della salvaguardia del territorio, è dunque di pochi giorni fa – 13 gennaio 2023 – la notizia che è stato approvato il bando di gara per messa in sicurezza idrogeologica dei versanti di Vallone Sant’Antonio. Dopo ben 34 anni. 
Una vicenda lunga e intricata, una delle tante ereditate, quella che riguarda Vallone Sant’Antonio,  che risale al 1989, quando nel mese di marzo alcuni proprietari aprirono una vertenza contro il Comune di Corigliano Calabro a causa di sversamenti di terra verificatisi a seguito di abbondanti piogge e causati dai lavori sui suoli sovrastanti eseguiti dal suddetto Comune. La vicenda aveva fatto emergere quindi dei rischi idrogeologici sul versante. 
Il Tribunale di Rossano, con la Sentenza n. 154/1993, impose al Comune di eseguire i lavori per la sistemazione idrogeologica del sito, la pulizia ed il ripristino dei fossi di scolo e dei canaloni.
Preso atto del mancato intervento da parte del Comune, dopo dieci anni il TAR Calabria, con sentenza n° 240/2013, dispose di dar seguito all’immediata esecuzione dei lavori, e nominava un commissario ad acta nel 2014, mentre nel 2015 era stata individuata la strada di un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti per sostenere finanziariamente i costi dell’intervento, mutuo che non era stato mai effettivamente acceso.
Soltanto a seguito di una stretta sinergia tra l’attuale Amministrazione comunale ed il Commissario ad acta, si è finalmente intrapresa la strada giusta: nel dicembre del 2020 si è attivato il mutuo, dato seguito alle fasi di progettazione e ottenuto i regolari pareri e nulla osta. Ora non rimane che eseguire i lavori e restituire sicurezza al territorio anche se sono trascorsi 34 anni.
«Si chiude una vicenda bloccata da 33 anni – commenta il sindaco Flavio Stasi – un lavoro invisibile a gran parte dei cittadini, una parte dei quali nel 1989 non erano nati o avevano meno di dieci anni come me, ma serve a farvi capire che tipo di situazioni stiamo affrontando e che tipo di lavoro stiamo facendo. Un lavoro che deve essere fatto»
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